- Ing. Donato Taccogna
- 8 luglio 2026
- Privacy
Data breach: come gestire la notifica entro 72 ore
Il GDPR definisce violazione dei dati personali ogni incidente di sicurezza che comporta, accidentalmente o in modo illecito, la distruzione, la perdita, la modifica, la divulgazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali. Non solo attacchi informatici, quindi: anche un documento smarrito o una email inviata al destinatario sbagliato possono costituire un data breach.
Quando la violazione presenta un rischio per i diritti e le libertà delle persone, il titolare deve notificarla all’Autorità di controllo entro 72 ore dal momento in cui ne è venuto a conoscenza (art. 33). Se il rischio è elevato, occorre anche comunicarla agli interessati senza ingiustificato ritardo (art. 34).
Indipendentemente dalla notifica, ogni violazione va documentata nel registro interno delle violazioni, con i fatti, le conseguenze e i provvedimenti adottati: è uno degli strumenti principali con cui il titolare dimostra la propria accountability.
Un piano di risposta efficace definisce chi rileva e segnala l’incidente, chi valuta il rischio, come si coinvolgono il DPO e i responsabili del trattamento (che a loro volta devono informare il titolare senza ingiustificato ritardo) e quali modelli usare per la notifica.
In 72 ore bisogna rilevare l’incidente, valutarne il rischio, raccogliere le informazioni e decidere: senza una procedura già pronta i tempi diventano impossibili.
TDCONSULTING affianca titolari pubblici e privati nella predisposizione del piano di risposta, dei registri e delle valutazioni del rischio secondo le linee guida EDPB, e nelle esercitazioni periodiche che rendono la procedura davvero operativa.
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