- Ing. Donato Taccogna
- 20 maggio 2026
- Modelli 231
Modello 231 e whistleblowing: integrare il D.Lgs. 24/2023
Il D.Lgs. 24/2023 ha riscritto la disciplina della protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e delle disposizioni normative nazionali. Per gli enti dotati di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D.Lgs. 231/2001, i canali di segnalazione devono essere integrati nel modello stesso.
Il decreto impone canali interni che garantiscano la riservatezza dell’identità del segnalante, delle persone coinvolte e del contenuto della segnalazione, oltre a precisi tempi di riscontro. ANAC ha pubblicato le proprie Linee guida sui requisiti e sulla gestione dei canali, che rappresentano il riferimento operativo.
Accanto ai canali, il modello deve prevedere il divieto di ritorsioni, le sanzioni disciplinari per chi viola le misure di tutela e la formazione del personale. Anche i flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza vanno ripensati alla luce delle nuove regole.
Il whistleblowing, se ben progettato, diventa uno strumento di prevenzione: consente di intercettare per tempo comportamenti a rischio e dimostra in sede di controllo l’efficace attuazione del modello, condizione per beneficiare dell’esimente prevista dal D.Lgs. 231/2001.
Un Modello 231 “vivo” non si limita a esistere sulla carta: deve essere conosciuto, applicato e capace di far emergere i problemi prima che diventino reati.
TDCONSULTING, con competenze certificate KHC come Auditor ed Esperto 231, accompagna società, enti e ONLUS nella progettazione dei canali interni conformi al D.Lgs. 24/2023 e alle Linee guida ANAC e nella loro integrazione nel MOGC, nel sistema disciplinare e nella formazione.
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